Centro Fisioterapisti Roma EUR

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lombaggine

Lombaggine

C. è un uomo di 73 anni, in oggettivo sovrappeso, non pratica attività sportiva ma ha comunque una vita attiva che lo porta a viaggiare abbastanza spesso anche all’estero.

Negli ultimi tempi ha lamentato frequenti episodi di lombalgia acuta, strettamente localizzata alla fascia lombare, ossia senza irradiazioni lungo gli arti inferiori, di intensità media: se non invalidante quantomeno limitante. Arriva da me con prescrizione di ortopedico di fiducia (e di mia conoscenza)  con prescrizione di ciclo di 10 sedute ionoforesi con Orudis®, laserterapia e ginnastica posturale.

Alla valutazione mi colpisce l’assoluta rigidità della colonna vertebrale. Il bacino è immobile, impossibilitato a compiere minime rotazioni con conseguente blocco della zona lombare che appare appiattita: lordosi pressoché assente. Al programma di ginnastica posturale diviene necessario quindi affiancare degli esercizi di mera mobilizzazione della colonna per permettere di compiere movimenti “dimenticati”.

Il paziente è molto collaborativo (condizione imprescindibile da un buon risultato di qualsiasi terapia), comincia da subito ad eseguire esercizi a casa e dopo qualche seduta già può apprezzare netto miglioramento sia nella frequenza di comparsa del dolore sia nella sua intensità.  Dopo 6 sedute il programma terapeutico viene sospeso per due settimane in quanto C. si reca all’estero per sottoporsi ad un intervento oculistico programmato da tempo ma quando torna per terminare il suo ciclo di terapie non ha perso i risultati ottenuti avendo continuato ad eseguire regolarmente molti esercizi in autonomia.

Nell’esecuzione degli esercizi di allungamento appare decisamente più “disinvolto” e lui stesso riferisce di sentirsi “più sciolto“.

Finito il ciclo di  terapia mi confronto con il medico che l’ aveva prescritto, prima che C. vada in visita di controllo e concordiamo sul fatto che il paziente è comunque strutturalmente predisposto ad accusare problemi da sovraccarico alla colonna vertebrale e che la cosa migliore sarebbe programmare dei mini cicli di terapia di mantenimento durante l’anno oltre a  spronare il paziente a perdere peso.

Tiziana Bini, Dott.ssa in Fisioterapia