Centro Fisioterapisti Roma EUR

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I muscoli impegnati nella corsa

Quali sono i muscoli principalmente coinvolti nei movimenti che permettono alla corsa?

Cosa cambia tra la dinamica del camminare e quello della corsa a livello del lavoro dei muscoli?

La corsa si differenzia dal camminare per:

  • fasi (nella corsa il doppio appoggio è sostituito dalla doppia sospensione)
  • velocità (determinata dalla lunghezza e dalla frequenza del passo)
  • lunghezza  del passo
  • dispendio energetico
  • cinematica
  • cinetica

CINEMATICA

appoggio: la gamba è tesa ho leggermente flessa all’inizio, l’anca più flessa che nel cammino. Poi si ha flessione plantare della caviglia con aumentata estensione delle articolazioni metatarso-falangee (le dita), oltre alla flessione dell’anca e del ginocchio. Il tronco si stabilizza sui 15- 25° gradi dopo un’avvio in cui può superare i 50° di flessione;

spinta: aumenta la flessione plantare e si estendono gamba e ginocchio;

sospensione: all’inizio anca estesa e ginocchio molto flesso; poi il ginocchio si estende e  l’anca si flette a cercare l’appoggio.

CINETICA

I muscoli interessati dalle dinamiche descritte sono i seguenti:

  • muscoli entrinseci del piede  e tutta la fascia plantare
  • muscoli flessori delle dita
  • tricipite surale (polpaccio: soleo e gastrocnemio)
  • muscoli ischio-crurali (capo lungo del bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso che estendono l’anca e flettono il ginocchio)
  • muscolo grande gluteo
  • muscolo psoas (che assume importanza rispetto al camminare per quanto riguarda la flessione dell’anca)
  • muscoli tibiale anteriore e peronei sono coinvolti nella supinazione e pronazione del piede che a volte in maniera eccessiva accompagnano i movimenti della caviglia;
  • muscolo deltoide e muscoli flessori dell’avambraccio (sollecitati nei movimenti oscillatori delle braaccia).

La corsa quindi è possibile grazie a una serie di movimenti molto complessi che coinvolgono parecchie articolazioni richiedendo il lavoro di molti muscoli non solo degli arti inferiori ma di tutto il corpo. Va infatti inoltre sottolineato come anche i muscoli addominali e della colonna vertebrale sia dorsali che lombari debbano essere esercitati a sopportare un carico di lavoro che la stabilità del tronco richiede durante l’attività podistica.

Tiziana Bini, Dott.ssa in Fisioterapia