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ToggleMal di schiena recidivante
C. è una paziente di 55 anni, normopeso. con attività lavorativa sedentaria , praticante sport (in palestra) per mantenere forma fisica.
Anamnesi
Si presenta da anni abbastanza “regolarmente” in studio per fisioterapia a seguito di blocchi acuti lombari perlopiù sempre conseguenti a movimenti inconsulti durante lo svolgimento delle attività domestiche o in palestra. A volte il dolore si irradia lungo la gamba sinistra o come sciatalgia o come cruralgia.
Indagini
Una Risonanza Magnetica di qualche anno fa ha già evidenziato:
- scoliosi lombare sinistro convessa;
- diverse protrusioni paramediane in tutto il tratto lombare;
- un’anomala protrusione a livello dorsale.
Situazione attuale
La paziente si è presentata in fase acuta da più di una settimana. Antidolorifici e miorilassanti prescritti dal medico portano un beneficio solo momentaneo.
Il percorso terapeutico scelto con questa paziente è lo standard delle centinaia di casi simili che vediamo.
Fisioterapia
Il percorso terapeutico in questi casi deve essere assolutamente gestito in 3 fasi distinte:
- FASE ACUTA: mirare a un rilassamento della muscolatura coinvolta nell’algia. Non subito si riesce a volte a toccare direttamente la zona interessata e spesso bisogna ricorrere a tecniche di reflessoterapia (plantare, auricolare, etc.). L’ausilio della terapia fisica propriamente detta come la Tecarterapia può essere particolarmente utile nella gestione di questa fase. I movimenti sia attivi che passivi sono eseguiti con cautela nel massimo rispetto e limite imposto dal sintomo “dolore”. Il riposo consigliato non significa immobilità ma evitare i movimenti, le posizioni, le attività che esacerbano il dolore. Sì a posizione antalgiche e a lenti e misurati movimenti che in qualche modo arrecano sollievo da sperimentare con il proprio terapista di fiducia ;
- FASE SUBACUTA: il dolore invalidante è superato ma permane dolenzia più o meno costante e difficoltà a tornare a una vita regolare e “normale” sotto tutti gli aspetti: gli esercizi attivi aumentano gradualmente di intensità; le mobilizzazioni aumentano il range di escursione articolare.
- MANTENIMENTO E PREVENZIONE RECIDIVE: la responsabilizzazione del paziente ad “usare” bene il proprio corpo è la fase chiave di questo percorso che purtroppo spesso è preso sottogamba dal paziente che superato il dolore sembra credere di “essere guarito“, di ” non avere più il problema“. Ma non è così; il dolore non era la malattia: la schiena si è semplicemente lamentata di essere stata “trattata male” e tornerà a farlo se ciò dovesse riaccadere. Correzione della postura e back school sono la chiave per tornare a fare tutto evitando problemi!!
Tiziana Bini, Dott.ssa in Fisioterapia