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ToggleMorbo di Crohn: introduzione
La coesistenza di malattie infiammatorie croniche intestinali, endometriosi, vulvodinia e fibromialgia è associata a fenomeni di sensibilizzazione centrale, neuroinfiammazione e alterazioni del sistema nervoso autonomo. Tali condizioni condividono meccanismi fisiopatologici caratterizzati da dolore persistente, disfunzione fasciale e ridotta capacità adattativa dell’organismo.
L’approccio osteopatico, attraverso il trattamento manipolativo, mira a migliorare la mobilità dei tessuti, ridurre le tensioni miofasciali e favorire la regolazione neurovegetativa.
Presentazione del caso
Paziente di sesso femminile, 33 anni.
Anamnesi positiva per:
- Morbo di Crohn in terapia farmacologica specialistica;
- Endometriosi diagnosticata mediante laparoscopia;
- Vulvodinia cronica;
- Fibromialgia secondo criteri ACR.
La paziente riferiva:
- dolore pelvico cronico (VAS 8/10);
- dolore addominale intermittente;
- lombalgia;
- cervicalgia;
- dolore diffuso muscolare;
- dispareunia.
Valutazione osteopatica
La valutazione ha evidenziato:
- ridotta mobilità del diaframma toracico;
- restrizione del diaframma pelvico;
- aumento della tensione del pavimento pelvico;
- ridotta motilità del colon;
- restrizioni fasciali addominali;
- limitazione della mobilità della giunzione toraco-lombare;
- disfunzioni del bacino e dell’articolazione sacroiliaca;
- aumento del tono dei muscoli ileopsoas, quadrato dei lombi e piriforme.
Trattamento osteopatico
Sono state eseguite sei sedute a cadenza quindicinale comprendenti:
- tecniche miofasciali indirette;
- normalizzazione del diaframma toracico;
- trattamento del diaframma pelvico;
- tecniche di mobilizzazione viscerale dell’intestino tenue e del colon entro i limiti di comfort della paziente;
- tecniche funzionali sul bacino;
- tecniche craniosacrali finalizzate alla modulazione del sistema nervoso autonomo.
Il trattamento è stato integrato con esercizi respiratori diaframmatici e strategie di autogestione domiciliare.
Risultati
Dopo il ciclo terapeutico la paziente ha riferito:
- riduzione del dolore pelvico da VAS 8/10 a 4/10;
- riduzione della lombalgia;
- riduzione della tensione addominale;
- miglioramento della percezione del benessere generale.
Non sono stati registrati eventi avversi correlati al trattamento.
Discussione
Le quattro patologie condividono alterazioni neuroimmunitarie e meccanismi di sensibilizzazione centrale che contribuiscono al mantenimento del dolore cronico. L’osteopatia non interviene sul processo patologico di base né modifica l’attività del morbo di Crohn o dell’endometriosi, ma può contribuire alla riduzione del dolore, al miglioramento della mobilità e della qualità della vita attraverso un approccio biopsicosociale integrato.
La letteratura disponibile suggerisce un possibile beneficio dell’OMT nella gestione del dolore cronico, sebbene siano necessari studi randomizzati controllati con campioni più ampi per confermarne l’efficacia.
Conclusioni
Questo caso suggerisce che il trattamento manipolativo osteopatico, inserito all’interno di un percorso multidisciplinare e in associazione alla terapia medica, possa rappresentare un utile supporto nella gestione di pazienti con dolore cronico complesso associato a morbo di Crohn, endometriosi, vulvodinia e fibromialgia.
Sono necessari ulteriori studi clinici per definire protocolli terapeutici standardizzati e chiarire i meccanismi fisiologici alla base dei benefici osservati.
Elena Arena, Osteopata D.O.