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	<title>Consigli Archivi - EurFisioterapia</title>
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		<title>Il &#8220;tummy time&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 16:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;tummy time&#8221; è un&#8217;espressione inglese che si riferisce al tempo che un neonato passa sdraiato a pancia in giù mentre è sveglio e sotto la supervisione di un adulto. Questo esercizio è fondamentale per lo sviluppo motorio e fisico del bambino. Importanza del Tummy Time: Sviluppo muscolare: Durante il tummy time, i neonati rafforzano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Il &#8220;tummy time&#8221; è un&#8217;espressione inglese che si riferisce al tempo che un neonato passa sdraiato a pancia in giù mentre è sveglio e sotto la supervisione di un adulto. Questo esercizio è fondamentale per lo sviluppo motorio e fisico del bambino.</p>
<h3 align="left">Importanza del Tummy Time:</h3>
<ul>
<li>
<p align="left">Sviluppo muscolare: Durante il tummy time, i neonati rafforzano i muscoli del collo, delle spalle e del tronco. Questi muscoli sono essenziali per lo sviluppo di abilità motorie future come rotolare, sedersi, gattonare e camminare.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Prevenzione della plagiocefalia: La plagiocefalia posizionale è una condizione in cui la testa del neonato sviluppa una forma piatta a causa del tempo prolungato passato in posizione supina (a pancia in su). Il tummy time riduce il rischio di questa condizione, promuovendo una forma del cranio più naturale e simmetrica.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Sviluppo motorio e sensoriale: Stare a pancia in giù stimola i sensi del neonato, favorendo lo sviluppo delle capacità visive e percettive. I bambini imparano a spostare il peso, a coordinare i movimenti e a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Interazione e scoperta: Durante il tummy time, i bambini hanno l&#8217;opportunità di esplorare l&#8217;ambiente da una nuova prospettiva. Questo incoraggia la curiosità e l&#8217;interazione con il mondo circostante.</p>
</li>
</ul>
<h3 align="left">Quanto Tummy Time è Necessario</h3>
<p align="left">Il tummy time dovrebbe essere introdotto fin dal primo mese di vita. Si consiglia di iniziare con brevi sessioni di pochi minuti, ripetute più volte al giorno, e aumentare gradualmente la durata man mano che il bambino cresce e diventa più forte. L&#8217;obiettivo è raggiungere almeno 20-30 minuti complessivi al giorno entro i 3-4 mesi.</p>
<h3 align="left">Ecco alcuni suggerimenti su come farlo:</h3>
<ul>
<li>
<p align="left">Inizia presto e con delicatezza: Puoi iniziare il tummy time fin dai primi giorni di vita del neonato, subito dopo il ritorno a casa dall&#8217;ospedale. È importante che il bambino sia sveglio e vigile durante queste sessioni.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Utilizza il contatto pelle a pelle: Il tummy time può essere fatto anche sul petto di un genitore le prime volte durante il primo mese. Sdraiati su una superficie piana e metti il neonato a pancia in giù sul tuo petto. Questo non solo favorisce il tummy time, ma rafforza anche il legame tra genitore e bambino.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Usa superfici morbide e sicure: Scegli una superficie morbida, come un tappeto da gioco o una coperta piegata su un pavimento rigido. Assicurati che la zona sia pulita e sicura.Inizia con sessioni brevi: All&#8217;inizio, il tummy time può durare solo 1-2 minuti per sessione. Ripeti queste sessioni diverse volte al giorno. Man mano che il bambino si abitua, puoi aumentare gradualmente la durata.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Posiziona il bambino correttamente: Metti il neonato a pancia in giù, assicurandoti che la testa sia girata di lato per facilitare la respirazione. Puoi aiutare il bambino a sentirsi più a suo agio posizionando un piccolo asciugamano arrotolato sotto il petto per un supporto extra.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Partecipa attivamente: Stai vicino al neonato durante il tummy time. Parlagli, cantagli delle canzoni o usa giocattoli colorati e sonori per attirare la sua attenzione. Il contatto visivo e la tua presenza sono rassicuranti e stimolanti per il bambino.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left">Sii paziente e costante: Alcuni neonati potrebbero non amare il tummy time inizialmente. È normale. Continua a fare brevi sessioni e aumentale gradualmente. La costanza è la chiave per il successo.</p>
</li>
</ul>
<h3>Conclusioni</h3>
<p align="left">Il tummy time è un&#8217;attività semplice ma estremamente benefica per i neonati. Contribuisce significativamente allo sviluppo muscolare, motorio e sensoriale, prevenendo al contempo condizioni come la plagiocefalia. Introdurre il tummy time fin dal primo mese e incrementarne gradualmente la durata è una pratica consigliata per favorire la crescita sana e armoniosa del bambino.</p>
<p align="left"><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/elena-arena/"><strong>Elena Arena</strong></a>, Osteopata</p>
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		<title>La postazione di lavoro in ufficio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 21:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La postazione di lavoro in ufficio Al lavoro si trascorrono molte ore al giorno ed ogni mansione richiede l&#8217;esecuzione di movimenti o il mantenimento di posizioni che a lungo andare affaticano il sistema muscolo-scheletrico. Si pensa spesso che lavori manuali che richiedono notevoli sforzi fisici, spesso sollevamento di pesi, siano più faticosi di lavori sedentari, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La postazione di lavoro in ufficio</h3>
<p>Al lavoro si trascorrono molte ore al giorno ed ogni mansione richiede l&#8217;esecuzione di movimenti o il mantenimento di posizioni che a lungo andare affaticano il sistema muscolo-scheletrico.</p>
<p>Si pensa spesso che lavori manuali che richiedono notevoli sforzi fisici, spesso sollevamento di pesi, siano più faticosi di lavori sedentari, svolti &#8220;comodamente&#8221; seduti ad una scrivania. Vediamo perché le cose non stanno esattamente così.</p>
<h3>La sedia</h3>
<p>In realtà già la colonna lombare nella posizione seduta è sottoposta a maggior carico rispetto a quella in piedi, se poi si aggiunge l&#8217;eventualità di sedie non adatte e posizioni non esattamente corrette la situazione di disagio si amplifica.</p>
<p>Diciamo allora che la sedia deve essere sufficientemente alta da permettere al bacino di trovarsi leggermente più alto delle ginocchia: su una sedia troppo bassa  è più difficile riuscire a mantenere la giusta lordosi lombare che tenderebbe ad appiattirsi. Inoltre, con le anche troppo flesse (angolo tra tronco e coscia retto o addirittura acuto) viene ostacolato il normale deflusso venoso dagli arti inferiori. I piedi devono però arrivare ad essere comodamente appoggiati a terra.</p>
<h3>La scrivania</h3>
<p>A salvaguardia delle tensioni della zona dorsale della nostra colonna, la scrivania deve poi essere di altezza adeguata alla seduta.  I gomiti devono arrivare ad appoggiarsi al piano di lavoro senza flettersi in avanti (&#8220;ingobbirsi&#8221;) per raggiungerlo in basso. Non bisogna altresì rendersi necessario sollevare le spalle con conseguente tensione dei muscoli trapezi per adattarsi a un tavolo troppo alto.</p>
<h3>Lo schermo</h3>
<p>Lo schermo del computer deve essere posizionato di fronte alla sedia per evitare rotazione continua del capo. La distanza deve essere coerente all&#8217;acuità visiva del soggetto per non costringerlo ad &#8220;allungare&#8221; continuamente il collo per andare a leggere i caratteri più piccoli.</p>
<p>Deve essere ad altezza della testa per evitare posizione in flessione o estensione del collo mantenuta nel tempo. Per chi lavora con il laptop può essere un valido suggerimento quello di collegarlo ad uno schermo grande e ben posizionabile quando possibile  o appoggiare il laptop su un leggio in modo da sollevarlo. In questo modo si inclina anche la tastiera rendendola più ergonomica anche per le braccia.</p>
<h3><img decoding="async" class="wp-image-1644 alignleft" src="https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61-169x300.jpg" alt="leggio solleva laptop" width="165" height="293" srcset="https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61-169x300.jpg 169w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61-576x1024.jpg 576w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61-768x1365.jpg 768w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61-864x1536.jpg 864w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-WhatsApp-2024-05-02-ore-19.55.57_f33eda61.jpg 1080w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" /></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fig.1 Leggio per posizionare il laptop</em></p>
<h3></h3>
<h3>Mouse e tastiera</h3>
<p>In  ultima analisi si nota spesso che nonostante molte attività richiedano uso più frequente del mouse rispetto alla tastiera, nella maggior parte dei casi si tende a  posizionare la tastiera davanti al proprio corpo ed il mouse molto sulla destra, rendendolo raggiungibile con un allungamento del braccio verso destro che a lungo andare sollecita eccessivamente muscoli e tendini di <strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/casiclinici/approccio-osteopatico-alla-spalla-dolorosa/">spalla</a></strong> e gomito.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Spesso si pensa che responsabile delle <strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/patologie/cervicalgia-dorsalgia-e-lombalgia/">algie della colonna vertebrale</a></strong> e i sintomi ad esse connessi siano dovuti a un&#8217;attività quotidiana o sportiva che spesso è praticata per poco tempo a settimana o anche più sporadicamente. Non si pensa invece che spesso ci si fa male stando seduti 8 o più ore al giorno se non si <a href="https://www.instagram.com/reel/DBGcg8Ctjs9/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA=="><strong>sta attenti a come si fa</strong></a>!</p>
<p><em><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tiziana Bini</strong></a>, Dott.ssa in </em><em>Fisioterapia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/la-postazione-di-lavoro-in-ufficio/">La postazione di lavoro in ufficio</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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		<title>Dolore: ghiaccio o calore?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 21:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ghiaccio o calore?&#8221; quando un paziente ha dolore è questa una delle domande più frequenti che pone alla ricerca di sollievo. Premessa Iniziamo dagli effetti principali dell&#8217;uno e dell&#8217;altro. Il ghiaccio è un vasocostrittore: riduce il flusso sanguigno mentre il caldo lo aumenta. Il ghiaccio trova quindi applicazione laddove occorre ridurre il fenomeno infiammatorio, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/dolore-ghiaccio-o-calore/">Dolore: ghiaccio o calore?</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ghiaccio o calore?&#8221; quando un paziente ha dolore è questa una delle domande più frequenti che pone alla ricerca di sollievo.</p>
<h3>Premessa</h3>
<p>Iniziamo dagli effetti principali dell&#8217;uno e dell&#8217;altro. Il ghiaccio è un vasocostrittore: riduce il flusso sanguigno mentre il caldo lo aumenta.</p>
<p>Il ghiaccio trova quindi applicazione laddove occorre ridurre il fenomeno infiammatorio, il caldo dove si cerca rilassamento muscolare o comunque una maggiore elasticità.</p>
<h3>Principali indicazioni&#8230;</h3>
<p>Ghiaccio:</p>
<ul>
<li>immediato post-trauma per ridurre l&#8217;edema e l&#8217;ematoma;</li>
<li>dolore acuto (l&#8217;effetto &#8220;paralizzante&#8221; ne riduce l&#8217;entità;</li>
<li>infiammazione;</li>
<li>nello sport, se applicato immediatamente dopo lo sforzo ha valore preventivo di infiammazioni da sovraccarico.</li>
</ul>
<p>Caldo:</p>
<ul>
<li>muscoli contratti;</li>
<li>articolazioni rigide;</li>
<li>nella partica sportiva prima dell&#8217;attività fisica prepara muscoli ed articolazioni allo sforzo conferendo maggiore elasticità.</li>
</ul>
<h3>&#8230;e precauzioni</h3>
<p>Ghiaccio: non esagerare. Il processo infiammatorio è un meccanismo di riparazione, utile al nostro organismo che pertanto non va soppresso  ma semplicemente limitato in fase acuta. L&#8217;applicazione di ghiaccio va quindi fatta per 20 minuti ogni 2 ore nei primi 3 o  4 giorni.</p>
<p>Caldo: evitare le zone che sono arrossate o già calde al tatto.</p>
<h3>Casi specifici</h3>
<p><strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/patologie/cefalea-emicrania-il-mal-di-testa/">Cefalea ed emicrania</a></strong>: il ghiaccio può trovare applicazione sulla fronte e sulle tempi per lenire il dolore, ma è bene associare al caldo sui muscoli cervicali la cui tensione accompagna spesso la sintomatologia principale.</p>
<p>Dolori articolari, artrosi e artrite: caldo nelle situazioni di dolenzia cronica.. Freddo negli episodi di acutizzazione del dolore.</p>
<p>Dolori addominali mestruali: caldo.</p>
<p><strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/servizi/back-school/">Mal di schiena</a></strong>: freddo solo nell&#8217;immediato trauma se si è sicuri di aver subito strappo o stiramento muscolare. Caldo in generale sulle problematiche di origine strutturale (spondilolistesi) e degenerativa (discopatie, artrosi, etc.). Capitolo  a parte   sono le irritazioni da compressioni nervose dove il caldo, sicuramente indicato, arreca però ben poco sollievo al dolore di origine meccanica.</p>
<p><em><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tiziana Bini</strong></a>, Dott.ssa in </em><em>Fisioterapia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/dolore-ghiaccio-o-calore/">Dolore: ghiaccio o calore?</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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		<item>
		<title>Correre alla Garbatella</title>
		<link>https://www.eurfisioterapia.it/correre-alla-garbatella/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=correre-alla-garbatella</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 15:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edizione 2018 alla Garbatella verrà probabilmente ricordata per le condizioni climatiche non proprio &#8220;asciutte&#8221;. In una domenica in cui una gara nella provincia è stata annullata per maltempo e dove hanno fatto da padrona la regina delle distanze (Maratona) di Firenze  e di Napoli- Pompei nel rione storico di Roma si è svolta la 27ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/correre-alla-garbatella/">Correre alla Garbatella</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>				L&#8217;edizione 2018 alla Garbatella verrà probabilmente ricordata per le condizioni climatiche non proprio &#8220;asciutte&#8221;.</p>
<p>In una domenica in cui una gara nella provincia è stata annullata per maltempo e dove hanno fatto da padrona la regina delle distanze (Maratona) di Firenze  e di Napoli- Pompei nel rione storico di Roma si è svolta la 27ma edizione della Corri alla Garbatella, percorso che si snoda lungo il quartiere percorrendo due volte un circuito ondulato di 5 km.</p>
<p>Come in tutte le gare a circuito i tecnici consigliano di non &#8220;spingere&#8221; troppo nella prima metà gara, che serve invece come ricognizione per capire dove poter forzare un po&#8217; di più nel secondo giro.</p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione per ricordare alcune cose da tenere a mente per evitare <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.eurfisioterapia.it/runnerclinic/prevenzione-degli-infortuni-2/">infortuni</a></span></strong> nelle gare invernali simili a questa:</p>
<ul>
<li>riscaldamento: nelle gare invernali ancora sempre più raccomandato;</li>
<li>scegliere <a href="https://www.eurfisioterapia.it/runnerclinic/equipaggiamento-per-la-corsa/"><strong><span style="color: #0000ff;">abbigliamento</span></strong></a> adeguato (non lasciarsi ingannare dalla pioggia che non necessariamente significa temperatura bassa e coprirsi troppo significherebbe sudare più del dovuto);</li>
<li>la consapevolezza di non avere appoggio sicurissimo, forse reso scivoloso dalla pioggia che diventa rischioso soprattutto nelle curve dove il ginocchio rischia  traumi in rotazione;</li>
<li>non affrontare le salite con troppo vigore se non si sono fatti allenamenti specifici in questo senso; il maggior impegno richiesto ad alcuni muscoli rispetto ad altri espone la muscolature a maggior rischio affaticamento e crampi;</li>
<li>non trascurare lo stretching post gara di tutti quei muscoli  impegnati. In quest&#8217;ottica Fisioeuropa organizza delle sessioni di stretching mensili dedicate ai runner, tenute dalla nostra fisioterapista Tiziana Bini. Visita la nostra pagina facebook per rimanere aggiornato sugli eventi.</li>
</ul>
<p>(Foto offerta da Fotoforgo, per i quali siamo sponsor in qualche manifestazione podistica)</p>
<p>&nbsp;		</p>
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