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	<title>EurFisioterapia</title>
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		<title>Dolore muscolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 20:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dolore muscolare Un dolore muscolare  può avere diverse origini: crampo: contrazione muscolare involontaria che compare all&#8217;improvviso. Non c&#8217;è danno strutturale. Il dolore è acuto ma breve; contrattura: il muscolo, rimane irrigidito (spesso per meccanismo di difesa). Il dolore è fastidioso, sempre presente durante la giornata; stiramento: un allungamento oltre il limite fisiologico delle fibre muscolari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dolore muscolare</h3>
<p>Un dolore muscolare  può avere diverse origini:</p>
<ul>
<li>crampo: contrazione muscolare involontaria che compare all&#8217;improvviso. Non c&#8217;è danno strutturale. Il dolore è acuto ma breve;</li>
<li>contrattura: il muscolo, rimane irrigidito (spesso per meccanismo di difesa). Il dolore è fastidioso, sempre presente durante la giornata;</li>
<li>stiramento: un allungamento oltre il limite fisiologico delle fibre muscolari che non determina un danno anatomico importante. Il dolore è localizzato e limitante la mobilità;</li>
<li>lesione (comunemente chiamata strappo): c&#8217;è una interruzione anatomica di un certo numero di  fibre muscolari. Al danno si aggiunge  versamento di sangue con conseguente ematoma. Il dolore è molto forte, una fitta lancinante  con  impotenza funzionale di gravità proporzionale al grado di lesione.</li>
</ul>
<h3>Cause</h3>
<ul>
<li>Crampo: disidratazione, carenza di sali minerali (soprattutto Potassio, Magnesio e Sodio), sbalzi di temperatura eccessivi:</li>
<li>Contrattura: carico eccessivo e posture scorrette mantenute nel tempo;</li>
<li>Stiramento: Movimenti improvvisi;</li>
<li>Strappo: trauma come anche una contrazione massimale improvvisa.</li>
</ul>
<h3>Diagnosi</h3>
<p>La situazione si valuta generalmente  attraverso due passaggi:</p>
<ol>
<li>Esame Obiettivo : la ricostruzione dell&#8217;evento scatenante; la palpazione del muscolo per individuare &#8220;muscolo duro&#8221; o eventuale avvallamento tipico dello strappo e test di valutazione  della forza e mobilità rimaste:</li>
<li>Esami strumentali laddove si sospetti il danno: ecografia dopo 48 ore dall&#8217;infortunio per evitare che l&#8217;ematoma alteri il risultato. È un esame rapido ed economico. Laddove la lesione sia profonda o sia necessario approfondire nel dettaglio l&#8217;entità del danno si ricorre alla Risonanza Magnetica Nucleare.</li>
</ol>
<h3>Trattamento</h3>
<ul>
<li>Crampo: allungamento del muscolo delicato nell&#8217;immediato seguito da un massaggio leggero. reintegro dei sali minerali. Il recupero della funzionalità è immediato ma la zona potrebbe rimanere sensibile per qualche ora;</li>
<li>Contrattura; termoterapia (il calore rilassa la muscolatura), massaggi decontratturanti ed esercizi mirati, Il recupero avviene in pochi giorni;</li>
<li>Stiramento e strappo: Protocollo R.I.C.E. il recupero avviene in 2-3 settimane nei casi meno gravi e fino a 2 &#8211; 3 mesi nelle lesioni più importanti. Va detto che in alcuni casi dove ci sia la totale perdita della continuità del muscolo può essere necessario l&#8217;intervento chirurgico.</li>
</ul>
<h3>Protocollo R.I.C.E.</h3>
<p>È il protocollo da effettuare nelle prime 48-72 ore:</p>
<ul>
<li><strong>R</strong>est: riposo nel senso di evitare attività che impegnano l,a parte colpita;</li>
<li><strong>I</strong>ce: ghiaccio per circa 20 minuti ogni 2 ore o alternare in continuazione 3 minuti  di ghiaccio e 3 minuti senza ghiaccio. Evitare il calore che aumenterebbe il versamento;</li>
<li><strong>C</strong>ompression: una fasciatura elastica contiene il gonfiore;</li>
<li><strong>E</strong>levation: mettere l&#8217;arto sollevato facilita il drenaggio dell&#8217;edema e dell&#8217;ematoma.</li>
</ul>
<p>Nella fase successiva per accelerare il ritorno all&#8217;attività sportiva si ricorre a terapie fisiche come la Tecar  e a esercizi di <strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/runnerclinic/stretching-e-corsa/">stretching</a></strong> e <a href="https://www.eurfisioterapia.it/servizi/rinforzo-muscolare/"><strong>rinforzo muscolare</strong></a>.</p>
<h3>Recupero completo</h3>
<p>I tempi di recupero sono influenzati da alcuni fattori:</p>
<ul>
<li>la localizzazione; muscoli grandi e che devono sopportare stress maggiori richiedono più tempo per poter tornare a lavorare al meglio;</li>
<li>l&#8217;età del soggetto;</li>
<li>la cautela nel rispettare la biologia del tessuto: uno stress su uno stiramento non completamente guarito può peggiorare la situazione di partenza.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tizia</strong></a><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>na Bini</strong></a><em>, Dott.ssa in Fisioterapia</em></p>
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		<title>Il polso di Carlos Alcaraz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 19:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il polso di  Carlos Alcaraz Il polso di Carlos Alcaraz ha sofferto di una tenosinovite al polso destro come conseguenza di un edema al muscolo pronatore rotondo fino al coinvolgimento della fibrocartilagine triangolare. La tenosinovite I tendini maggiormente soggetti ad attriti sono anatomicamente provisti di un rivestimento; la guaina sinoviale. Questa produce un liquido atto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-sfc-root="ep" data-hveid="CAAIAQgFEAI">Il polso di  Carlos Alcaraz</h3>
<div class="n6owBd awi2gc" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-hveid="CAAIAQgFEAI"><span data-subtree="aimfl">Il polso di Carlos Alcaraz ha sofferto di una tenosinovite al polso destro come conseguenza di un edema al muscolo pronatore rotondo fino al coinvolgimento della fibrocartilagine triangolare.</span></div>
<div class="n6owBd awi2gc" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-hveid="CAAIAQgFEAI">
<h3 class="S9OuHf" data-ved="2ahUKEwi5hNPk-YyXAxV8BdsEHdEjI3gQ3s0SeggIAAgBCAUQBg">La tenosinovite</h3>
<div data-animation-skip="" data-ved="2ahUKEwi5hNPk-YyXAxV8BdsEHdEjI3gQ3s0SeggIAAgBCAUQBg">I tendini maggiormente soggetti ad attriti sono anatomicamente provisti di un rivestimento; la guaina sinoviale. Questa produce un liquido atto a lubrificare, proteggere e nutrire il tendine, Sottoposta ad ipercarico, la guaina si ispessisce fino a ridurre lo spazio allo scorrimento del tendine. Il movimento inizia provocare dolore: abbiamo la tenosinovite.</div>
<div data-animation-skip="" data-ved="2ahUKEwi5hNPk-YyXAxV8BdsEHdEjI3gQ3s0SeggIAAgBCAUQBg"></div>
<div class="a14YJe" data-sfc-root="c">
<h3 class="yhAwj" data-sfc-root="ep" data-sfc-inited="2">La fibrocartilagine triangolare</h3>
<p>È la struttura fibrocartilaginea posto sul lato ulnare del polso. Serve per dare stabilità al polso e come ammortizzatore: attutisce i colpi tra l&#8217;ulna e le ossa del carpo (il polso).</p>
<h3 class="otQkpb" role="heading" aria-level="3" data-wiz-attrbind="aria-level=qo5Rvd_i/fLk2Md" data-sfc-root="ep">L&#8217;infortunio</h3>
<p>Detto che di intensità minore, il problema si era già presentato in passato, questa colata la problematica si è evidenziata ad Aprile a Barcellona. Il tempo di recupero è stato abbastanza lungo costringendo l&#8217;atleta a un lungo periodo di stop.</p>
<p>L&#8217;evento non è comunque raro nei tennisti che impegnano la catena cinetica del braccio in sforzi abbastanza impegnativi.</p>
<h3>La fisioterapia</h3>
<p>Seguito dal suo fisioterapista di fiducia si sa che il percorso riabilitativo ha seguito 3 fasi:</p>
<div class="" data-bfc="" data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-ved="2ahUKEwiIzfWK-oyXAxVvWkEAHYivCcQQi4wTeggIAAgBCAQQDg" data-hveid="CAAIAQgEEA4">
<div id="sdh_Yhm4at7POtWthbIP2pCowQk_87dpj8_2">
<ol>
<li class="a14YJe" data-sfc-root="c">Terapia antiinfiammatoria: <a href="https://www.eurfisioterapia.it/servizi/tecar-fisiowarm/"><strong>Tecar</strong></a> o laser per ridurre l&#8217;infiammazione localizzata e massoterapia per allentare le tensioni muscolari sull&#8217;avambraccio;</li>
<li data-sfc-root="c"><strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/servizi/rinforzo-muscolare/">Chinesiterapia</a></strong>: la fase di recupero del movimento ha previsto sia mobilizzazioni passive che esercizi in carico progressivo utilizzando a tal scopo delle bande elastiche;</li>
<li data-sfc-root="c">contestualmente al recupero meccanico si sta che è stato svolto un lavoro neuromotorio allenando l&#8217;atleta all&#8217;uso della mano sinistra: si è così mantenuto reattivo il pattern motorio ossia lo schema di movimento nella memoria del Sistema Nervoso Centrale. Lo Sport Visual Training ha permesso contemporaneamente di mantenere allenata la coordinazione tra occhio e mano e di diminuire i tempi di reazione per diminuire bruschi movimenti potenzialmente pericolosi per il polso.</li>
</ol>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tizia</strong></a><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>na Bini</strong></a><em>, Dott.ssa in Fisioterapia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/il-polso-di-carlos-alcaraz/">Il polso di Carlos Alcaraz</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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		<title>&#8220;Scrocchiare&#8221; le dita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è che &#8220;scrocchia&#8221; In alcuni movimenti le articolazioni producono un rumore &#8220;lo scrocchio&#8221;. Contrariamente a quello che molti pensano non sono le ossa che &#8220;sbattono&#8221; ma sono le bollicine di gas (azoto, ossigeno e anidride carbonica) del liquido sinoviale delle articolazioni che subiscono una variazione di pressione  in virtù della quale si aggregano o  addirittura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-hveid="CAEIABAC">Cos&#8217;è che &#8220;scrocchia&#8221;</h3>
<div class="Y3BBE" data-sfc-cp="" data-hveid="CAEIABAC">In alcuni movimenti le articolazioni producono un rumore &#8220;lo scrocchio&#8221;. Contrariamente a quello che molti pensano non sono le ossa che &#8220;sbattono&#8221; ma sono le bollicine di gas (azoto, ossigeno e anidride carbonica) del liquido sinoviale delle articolazioni che subiscono una variazione di pressione  in virtù della quale si aggregano o  addirittura esplodono.  Nelle articolazioni in cui la bolla è esplosa servono diversi minuti perché il  gas si riformi mentre se i rumori sono stati provocati da mobilizzazione delle bollicine il &#8220;rumore&#8221; può essere riprodotto anche più volte consecutivamente</div>
<div id="sdh_peOOaYuiE9SE9u8PuZrj-AE_3">
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div id="sdh_peOOaYuiE9SE9u8PuZrj-AE_4">
<ul>
<li data-hveid="CAEIAxAA"><span class="T286Pc" data-sfc-cp=""><strong class="Yjhzub">Quando preoccuparsi:</strong> Se il rumore è accompagnato da dolore, gonfiore o limitazione del movimento, potrebbe indicare un&#8217;infiammazione o un problema articolare.</span><span class="uJ19be notranslate" data-wiz-uids="Zq7nSb_4s,Zq7nSb_4t"><span class="vKEkVd" data-animation-atomic="" data-wiz-attrbind="class=Zq7nSb_4r/TKHnVd"><span aria-hidden="true"> </span></span></span></li>
</ul>
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<h3 class="vc_custom_heading titleblog vc_custom_1584027192583">Scrocchiare le dita fa male?</h3>
<p>Abitudine assai diffusa soprattutto in soggetti ansiosi o stressati, si dice spesso che provochi artrosi o  altri danni ma non esiste nessuno studio a supporto di questa tesi.</p>
<p>Vero è che:</p>
<ul>
<li>la immediata diminuzione di tensione articolare provoca invece un istantaneo sollievo;</li>
<li>l&#8217;articolazione non va forzata in movimenti che non le appartengono: nel caso delle dita va bene la diastasi e la flessione ma è da evitare l&#8217;iperestensione e la torsione.</li>
</ul>
<p>Bisogna preoccuparsi dolo nel caso si avverta dolore perché lo scrocchio può sottintendere altre patologie:</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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<ol>
<li><strong>Lesioni cartillaginee:</strong> in questo caso il rumore è proprio provocato dall&#8217;attrito intrarticolare;</li>
<li><strong>Lesioni meniscali:</strong> Il clic del ginocchio o di altre articolazioni come la temporo-mandibolare può evidenziare una <a href="https://www.eurfisioterapia.it/patologie/click-mandibolare/">lesione meniscale.</a></li>
<li><strong>Sindrome del dolore patello-femorale:</strong> si ha rumore molto sordo accompagnato da dolore.</li>
</ol>
<h3>Posso fare qualcosa?</h3>
<p>Va detto che l&#8217;abitudine troppo frequente di &#8220;scrocchiarsi&#8221; le articolazioni può però alla lunga indebolire l&#8217;apparato legamentoso e che un articolazione che &#8220;chiede&#8221; di essere scrocchiata spesso necessiterebbe la valutazione meccanica di un fisioterapista, soprattutto se si tratta di articolazioni della colonna vertebrale. Possono essere indicati:</p>
</div>
</div>
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<div class="wpb_wrapper">
<ul class="defaultList bullet">
<li class="m-size-18"><span class="m-font-size-18">Esercizi di mobilizzazione</span></li>
<li class="m-size-18"><a href="https://www.eurfisioterapia.it/appuntamento-per-lo-stretching/"><span class="m-font-size-18">Stretching </span></a></li>
<li class="m-size-18"><span class="m-font-size-18">Massoterapia</span></li>
<li class="m-size-18">Tecniche di rilassamento</li>
</ul>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tiziana Bini</strong></a><em>, Dott.ssa in Fisioterapia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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<div class="wpb_wrapper">
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ho il mal di schiena: che sport posso fare?</title>
		<link>https://www.eurfisioterapia.it/ho-il-mal-di-schiena-che-sport-posso-fare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ho-il-mal-di-schiena-che-sport-posso-fare</link>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 11:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.eurfisioterapia.it/?p=1942</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mal di schiena e sport Opinione comune che soffrendo di mal di schiena non si possa fare sport.   Al massimo  il nuoto. Ma è davvero così?  Benefici dello sport L&#8217;attività fisica in realtà: combatte la rigidità articolare, prima causa del mal di schiena nello svolgimento delle attività quotidiane; rinforza la muscolatura del core, stabilizzando la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">Mal di schiena e sport</h3>
<div class="Y3BBE" data-sfc-cp="" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">Opinione comune che soffrendo di mal di schiena non si possa fare sport.   Al massimo  il nuoto. Ma è davvero così?</div>
<h3 data-hveid="CAEQAA" data-processed="true"> Benefici dello sport</h3>
<div class="Y3BBE" data-sfc-cp="" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">L&#8217;attività fisica in realtà:</div>
<ul>
<li class="Y3BBE" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">combatte la rigidità articolare, prima causa del mal di schiena nello svolgimento delle attività quotidiane;</li>
<li class="Y3BBE" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">rinforza la muscolatura del core, stabilizzando la colonna lombare senza sovraffaticare i muscoli della schiena;</li>
<li class="Y3BBE" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">fatta correttamente, conferisce maggiore elasticità ai muscoli;</li>
<li class="Y3BBE" data-hveid="CAEQAA" data-processed="true">insegna a prestare maggiore attenzione ai segnali del proprio corpo.</li>
</ul>
<h3>Cosa evitare</h3>
<p>Vanno casomai evitati sport ad alto impatto come:</p>
<ul>
<li>equitazione;</li>
<li>lezioni &#8220;saltate&#8221;;</li>
<li>corsa ad alta intensità;</li>
<li>eccesso di carico in sala pesi;</li>
<li>attività svolte con calzature non idonee.</li>
</ul>
<h3>Sport più diffusi</h3>
<p><strong>Yoga e Pilates </strong>sono in teoria le attività più indicate. Migliorano la flessibilità e la postura <strong>ma </strong>non devono essere vissuti come un momento di noia annullando così parte dei benfici dell&#8217;attività fisica.</p>
<p>L&#8217;attività fisica deve essere vissuta come un momento ludico piacevole, in questo modo si avverano tutti i benefici che può portare per cui è necessario scegliere quella che non porta a viverla come un obbligo, uno spazio di tempo &#8220;medicale&#8221;.</p>
<p>Analizziamo gli sport più praticati:</p>
<ul>
<li><strong>Nuoto</strong>: scarica il peso dalla colonna e allena tutta la muscolatura <strong>ma </strong>controindicato  in fase evolutiva della scoliosi infantile. Accentua inoltre le normali curve fisiologiche della colonna quindi moderazione in caso di ipercifosi toracica  e/o iperlordosi lombare;</li>
<li><strong>Sci</strong>: senza esagerare con i rischi di discese troppo ripide a rischio cadute, la posizione a ginocchia flesse (simil-sqwat) con cui si pratica, scarica peso dalla colonna lombare. Spesso attenua anche dei mal di schiena e sciatalgie in atto <strong>ma</strong>, come detto: attenzione alle cadute;</li>
<li><strong>Corsa</strong>: migliora la propriocezione e mette in moto serotonina, attiva la muscolatura delle gambe, alleata della colonna <strong>ma</strong> non esagerare con l&#8217;intensità ed adottare scarpe idonee;</li>
<li><strong>Ciclismo: </strong>si, su terreno pianeggiante e con postura corretta <strong>ma</strong> controindicato  in caso di ipolordosi lombare;</li>
<li><strong>Tennis e padel</strong>: regalano reattività alla muscolature e mobilità alla colonna <strong>ma</strong> le torsioni del busto possono essere un momento di rischio nelle patologie in cui i forami intervertebrali sono di spazio ridotto.</li>
</ul>
<h3 class="Y3BBE" data-hveid="CAcQAA" data-processed="true"><b>Consigli per tutti</b></h3>
<ul class="KsbFXc U6u95" data-processed="true">
<li data-hveid="CAgQAA" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Riscaldamento e Defaticamento:</strong> dedicare sempre del tempo al riscaldamento per preparare la muscolatura allo sforzo e interrompere gradualmente;</span></li>
<li data-hveid="CAgQAQ" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Core :</strong> rinforzare gli addominali per supportare la muscolatura lombare;</span></li>
<li data-hveid="CAgQAg" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Postura e back school:</strong> importante pensare alla giusta posizione della colonna sia &#8221; a riposo&#8221; che durante le attività quotidiane;</span></li>
<li data-hveid="CAgQAw" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Impara ad acoltare il tuo corpo:</strong> non sforzare se senti dolore o eccessiva stanchezza;</span></li>
<li data-hveid="CAgQBA" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Stretching:</strong> allunga sempre i muscoli maggiormente impegnati durante la tua attività per restituire loro elasticità ed efficienza;</span></li>
<li data-hveid="CAgQBQ" data-processed="true"><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong class="Yjhzub" data-processed="true">Chiedi consiglio:</strong> il tuo fisioterapista può aiutarti a capire l&#8217;attività più adatta al tuo caso e suggerirti gli esercizi più adatti.</span><span class="uJ19be notranslate" data-wiz-uids="C39R9c_3d,C39R9c_3e,C39R9c_3f" data-processed="true"><span class="vKEkVd" data-animation-atomic="" data-wiz-attrbind="class=C39R9c_3d/TKHnVd;" data-processed="true"> </span></span></li>
</ul>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tiziana Bini</strong></a><em>, Dott.ssa in Fisioterapia</em></p>
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		<title>Stress da scrivania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stress da scrivania: approccio osteopatico alla prevenzione e al trattamento Il lavoro sedentario, tipico delle professioni d&#8217;ufficio, è associato a una serie di disturbi muscoloscheletrici, noti collettivamente come &#8220;stress da scrivania&#8221;. Tali condizioni includono: dolori cervicali; dolorilombari; cefalee tensionali; affaticamento generale. L&#8217;osteopatia offre un approccio integrato per affrontare queste problematiche, mirando a ripristinare l&#8217;equilibrio posturale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Stress da scrivania: approccio osteopatico alla prevenzione e al trattamento</strong></h3>
<p>Il lavoro sedentario, tipico delle professioni d&#8217;ufficio, è associato a una serie di disturbi muscoloscheletrici, noti collettivamente come &#8220;stress da scrivania&#8221;.</p>
<p>Tali condizioni includono:</p>
<ul>
<li>dolori cervicali;</li>
<li>dolorilombari;</li>
<li>cefalee tensionali;</li>
<li>affaticamento generale.</li>
</ul>
<p>L&#8217;osteopatia offre un approccio integrato per affrontare queste problematiche, mirando a ripristinare l&#8217;equilibrio posturale e funzionale del corpo.</p>
<h3>Sintomi comuni</h3>
<p>I principali disturbi associati allo stress da scrivania comprendono:</p>
<ul>
<li>Dolori e rigidità cervicali;</li>
<li>Cefalee di tipo tensivo;</li>
<li>Fastidi alla zona dorsale e lombare;</li>
<li>Tensioni alle spalle e agli arti superiori;</li>
<li>Riduzione della capacità di concentrazione e senso di affaticamento.</li>
</ul>
<h3>Cause e meccanismi</h3>
<p>Numerosi studi evidenziano l&#8217;associazione tra comportamenti sedentari e disturbi muscoloscheletrici. Una revisione sistematica ha trovato che la sedentarietà prolungata aumenta significativamente il rischio di dolore cervicale, con un incremento del 45% per periodi superiori a quattro ore al giorno e fino all&#8217;88% oltre le sei ore giornaliere . Inoltre, una ricerca longitudinale ha evidenziato che comportamenti sedentari prolungati sono correlati a un aumento del dolore muscoloscheletrico generale .</p>
<h3>Il contributo dell&#8217;osteopatia</h3>
<p>L&#8217;osteopatia si distingue per un approccio olistico, focalizzandosi sull&#8217;interazione tra sistema muscoloscheletrico e funzioni corporee.</p>
<p>Tramite tecniche manuali, l&#8217;osteopata può:</p>
<ul>
<li>Migliorare la mobilità articolare e <a href="https://www.eurfisioterapia.it/appuntamento-per-lo-stretching/">l&#8217;elasticità muscolare</a></li>
<li>Ottimizzare la funzionalità della colonna vertebrale</li>
<li>Favorire una respirazione più ampia e diaframmatica</li>
<li>Riequilibrare il sistema posturale nel suo insieme</li>
</ul>
<p>Studi hanno dimostrato che il trattamento osteopatico manipolativo può portare a miglioramenti significativi nei sintomi di stress, ansia e depressione, suggerendo un potenziale beneficio anche per disturbi muscoloscheletrici associati a stress da scrivania .</p>
<h3>Strategie preventive</h3>
<p>Oltre al trattamento osteopatico, è fondamentale adottare strategie quotidiane per prevenire lo stress da scrivania:</p>
<ul>
<li>Effettuare pause attive ogni ora, anche di pochi minuti, per ridurre la sedentarietà;</li>
<li>Adottare una <strong><a href="https://www.instagram.com/p/DBGcg8Ctjs9/">postazione ergonomica</a></strong>, con monitor all&#8217;altezza degli occhi e sedia che supporti adeguatamente la colonna vertebrale;</li>
<li>Mantenere una respirazione consapevole e profonda, per migliorare l&#8217;ossigenazione dei tessuti</li>
<li>Integrare attività fisica regolare, come stretching o yoga, per migliorare la flessibilità e ridurre le tensioni muscolari</li>
</ul>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Lo stress da scrivania è una condizione diffusa ma prevenibile. Con un approccio osteopatico mirato e l&#8217;adozione di semplici accorgimenti quotidiani, è possibile ridurre significativamente i disagi e migliorare il benessere generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/elena-arena/"><strong>Elena Arena</strong></a>, Osteopata D.O.</p>
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		<title>Il ritorno dalle vacanze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 11:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consigli dell’osteopata: il ritorno dalle vacanze Il rientro dalle vacanze non significa solo tornare al lavoro o a scuola: il corpo stesso deve riadattarsi a un nuovo ritmo. In vacanza, infatti, ci muoviamo di più, dormiamo in letti diversi, camminiamo spesso scalzi o su terreni irregolari. Poi, di colpo, torniamo a sedie, scrivanie e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>I consigli dell’osteopata: il ritorno dalle vacanze</strong></h3>
<p>Il rientro dalle vacanze non significa solo tornare al lavoro o a scuola: il corpo stesso deve riadattarsi a un nuovo ritmo. In vacanza, infatti, ci muoviamo di più, dormiamo in letti diversi, camminiamo spesso scalzi o su terreni irregolari. Poi, di colpo, torniamo a sedie, scrivanie e alla routine sedentaria.</p>
<p>Questo sbalzo può provocare dolori muscolo-scheletrici, stanchezza e piccoli disturbi che, se trascurati, si cronicizzano.</p>
<p>Ecco i miei consigli osteopatici, pratici e specifici, per vivere al meglio il rientro.</p>
<h3>Riattiva il diaframma</h3>
<p>In vacanza respiriamo in modo più naturale, complice il relax. Tornando alla routine, il respiro si fa corto e superficiale.</p>
<p>&#x1f449; Prova un esercizio semplice: al mattino, sdraiati supino con una mano sul torace e una sull’addome. Inspira lentamente gonfiando l’addome, espira svuotandolo. Ripeti per 2-3 minuti. Questo rilassa il diaframma, migliora la digestione e riduce la tensione cervicale.</p>
<h3>Piedi protagonisti del rientro</h3>
<p>Dopo settimane di ciabatte o camminate a piedi nudi, i piedi tornano costretti in scarpe chiuse. Questo può generare rigidità e fastidi alle ginocchia e alla schiena.</p>
<p>&#x1f449; Ogni sera, fai scorrere una pallina da tennis sotto la pianta del piede, dalla base delle dita al tallone. Bastano 5 minuti per stimolare la circolazione, sciogliere le tensioni e migliorare la postura.</p>
<h3>Schiena “adattata” ai letti delle vacanze</h3>
<p>Dormire su materassi diversi spesso lascia strascichi: indolenzimenti lombari o rigidità cervicali.</p>
<p>&#x1f449; Per scaricare la colonna, prova la posizione a “90 gradi”: sdraiati a terra, gambe piegate appoggiate su una sedia, braccia rilassate. Mantienila 5-10 minuti: decontrae la zona lombare e migliora la circolazione venosa.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1878" src="https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2025/09/thumbnail-300x233.png" alt="Posizione antalgica lombare" width="300" height="233" srcset="https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2025/09/thumbnail-300x233.png 300w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2025/09/thumbnail-1024x794.png 1024w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2025/09/thumbnail-768x595.png 768w, https://www.eurfisioterapia.it/wp-content/uploads/2025/09/thumbnail.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Fig.1  Posizione di scarico della colonna</em></p>
<h3>Collo e spalle sotto stress</h3>
<p>Molti riprendono a usare computer e smartphone per molte ore di fila, con dolori che compaiono già dopo i primi giorni.</p>
<p>&#x1f449; Fai questo micro-esercizio più volte al giorno: porta il mento leggermente indietro (come a fare il “doppio mento”), mantieni 5 secondi e rilascia. Ripeti 10 volte. È un gesto semplice ma efficace per riequilibrare la postura cervicale.</p>
<h3>Quando consultare l’osteopata</h3>
<p>Se dopo 1-2 settimane dal rientro persistono mal di testa, dolori lombari o rigidità, significa che il corpo non sta riuscendo da solo a ritrovare il proprio equilibrio. In questi casi, una valutazione osteopatica può aiutare a sciogliere blocchi e facilitare il recupero, prevenendo che i disturbi diventino cronici.</p>
<p>&#x2728; Ricorda: il rientro non deve essere una “caduta” nella routine, ma un’occasione per ascoltare il corpo e costruire nuove abitudini di benessere.</p>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/elena-arena/"><strong>Elena Arena</strong></a>, Osteopata</p>
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		<title>Parto complicato ed  osteopatia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 09:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parto complicato? Quando è utile far visitare il neonato da un osteopata Il momento della nascita è un&#8217;esperienza straordinaria, ma può anche essere faticoso — sia per la mamma che per il bambino. Alcuni parti si svolgono in modo più lungo o complesso: magari è stato necessario l’uso del forcipe o della ventosa, o si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Parto complicato? Quando è utile far visitare il neonato da un osteopata</strong></h3>
<p>Il momento della nascita è un&#8217;esperienza straordinaria, ma può anche essere faticoso — sia per la mamma che per il bambino. Alcuni parti si svolgono in modo più lungo o complesso: magari è stato necessario l’uso del forcipe o della ventosa, o si è dovuti ricorrere a un cesareo. In altri casi, il travaglio è stato particolarmente prolungato o molto veloce, lasciando nel piccolo alcune tensioni fisiche residue.</p>
<p>In queste situazioni, un trattamento osteopatico delicato può essere un valido alleato per aiutare il neonato ad adattarsi meglio alla vita extrauterina. Ma quando è davvero utile portare il proprio bambino da un osteopata?</p>
<h3>&#x1f476; <strong>Perché il parto può lasciare delle “tracce” sul corpo del neonato</strong></h3>
<p>Durante il parto, il corpo del neonato compie un vero e proprio “viaggio” attraverso il canale del parto. Il cranio, ancora molto morbido e flessibile, si adatta comprimendosi leggermente per facilitare il passaggio.</p>
<p>In un parto complicato, però, questo processo naturale può diventare più intenso:</p>
<p>L&#8217;uso della <strong>ventosa</strong> o del <strong>forcipe</strong> può generare trazioni più forti sulla testa o sul collo del neonato.</p>
<p>Un <strong>cesareo</strong>, soprattutto se eseguito d’urgenza, comporta un’uscita improvvisa, senza il “massaggio naturale” del canale del parto.</p>
<p>Un <strong>travaglio molto lungo</strong> o <strong>troppo veloce</strong> può causare tensioni muscolari o fasciali, che il neonato potrebbe non riuscire a scaricare da solo.</p>
<h3>&#x1f9e1; <strong>Quando è consigliato il controllo osteopatico</strong></h3>
<p>L’osteopatia si prende cura dell’equilibrio del corpo, e nei neonati lavora con un approccio molto dolce, fatto di ascolto e micro-movimenti.</p>
<p>Ecco alcuni segnali che potrebbero indicare un beneficio da una valutazione osteopatica:</p>
<p>Il neonato tiene spesso la testa girata da un solo lato (torcicollo posturale)</p>
<p><strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/difficolta-di-allattamento/">Difficoltà nell’attacco al seno</a></strong> (soprattutto solo da un lato)</p>
<p>Presenza di una <strong>plagiocefalia</strong> (testa schiacciata dietro o lateralmente)</p>
<p><strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/patologie/coliche-e-false-coliche-del-neonato/">Coliche frequenti</a></strong>, difficoltà digestive, irritabilità</p>
<p>Insonnia o risvegli frequenti, difficoltà nel rilassarsi</p>
<p>Il genitore sente che il bambino è “teso” o si muove in modo asimmetrico</p>
<p>Non è necessario che ci siano sintomi importanti: anche solo un controllo di prevenzione, nei primi mesi, può essere utile per favorire uno sviluppo armonioso.</p>
<h3>&#x1f33f; <strong>Cosa fa l’osteopata durante il trattamento?</strong></h3>
<p>Il trattamento osteopatico neonatale è <strong>assolutamente non invasivo</strong>: si svolge con il neonato in braccio alla mamma o sdraiato sul lettino, ed è spesso percepito come un momento piacevole anche per lui.</p>
<p>L’osteopata utilizza il tocco per percepire eventuali tensioni nel cranio, nel bacino, nella colonna, nel diaframma. Poi, attraverso tecniche manuali dolci, accompagna il corpo del neonato a ritrovare il suo equilibrio naturale.</p>
<h3>&#x1f931; <strong>Un gesto d’amore per il tuo bambino</strong></h3>
<p>Ogni parto ha la sua storia. Anche quando va tutto bene, è normale che il corpo del neonato porti con sé qualche piccola tensione.</p>
<p>Rivolgersi a un osteopata esperto è un modo per prendersi cura con dolcezza e prevenzione del benessere del proprio bambino.</p>
<p>Un gesto d’amore semplice, che può fare la differenza.</p>
<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/elena-arena/"><strong>Elena Arena</strong></a>, Osteopata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/parto-complicato-ed-osteopatia/">Parto complicato ed  osteopatia</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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		<item>
		<title>Deglutizione e postura</title>
		<link>https://www.eurfisioterapia.it/deglutizione-e-postura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=deglutizione-e-postura</link>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 10:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando deglutire incide sulla postura: il ruolo dell’osteopatia Vediamo in questo articolo la relazione tra la deglutizione e la postura ed il ruolo dell&#8217;osteopatia in questa relazione. La lingua La lingua è un muscolo molto importante e inizia a funzionare già durante la vita intrauterina. È formata da 17 muscoli divisi in due gruppi: quelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/deglutizione-e-postura/">Deglutizione e postura</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Quando deglutire incide sulla postura: il ruolo dell’osteopatia</strong></h3>
<p>Vediamo in questo articolo la relazione tra la deglutizione e la postura ed il ruolo dell&#8217;osteopatia in questa relazione.</p>
<h3>La lingua</h3>
<p>La lingua è un muscolo molto importante e inizia a funzionare già durante la vita intrauterina.<br />
È formata da <strong>17 muscoli</strong> divisi in due gruppi:</p>
<ul>
<li><strong>quelli interni</strong>, che permettono movimenti precisi,</li>
<li>e <strong>quelli esterni</strong>, che collegano la lingua ad altre parti del corpo, come la mandibola e l’osso sotto la lingua (osso ioide), e la fanno muovere in avanti, indietro, in alto e in basso.</li>
</ul>
<p>La lingua ha due funzioni fondamentali:</p>
<ul>
<li><strong>ci aiuta a deglutire (ingoiare)</strong></li>
<li><strong>a parlare correttamente.</strong></li>
</ul>
<p>Durante la deglutizione, la <strong>trachea</strong>, situata <strong>anteriormente all’esofago</strong>, viene sollevata per permettere la <strong>chiusura superiore da parte dell’epiglottide</strong>. Questo meccanismo è fondamentale per impedire che il <strong>bolo alimentare</strong> entri nelle vie respiratorie, indirizzandolo invece correttamente verso l’esofago.</p>
<p>In media, deglutiamo circa <strong>2000 volte al giorno</strong>. Ogni atto deglutitorio comporta un preciso movimento di <strong>sollevamento e avanzamento della laringe e della trachea</strong>, che avviene grazie a una <strong>coordinazione fine della muscolatura sopraioidea</strong>. Questa muscolatura è funzionalmente connessa alla <strong>lingua</strong>, pur non inserendosi direttamente su di essa.</p>
<h3>Il bambino</h3>
<p>Nel bambino con <strong>deglutizione disfunzionale</strong>, la <strong>posizione o il movimento alterato della lingua</strong> ostacola il corretto funzionamento della muscolatura sopraioidea. Di conseguenza, il <strong>collo si assume il compito di facilitare il movimento laringeo</strong>, dando origine a un gesto compensatorio noto come <strong>“movimento a gallinaccio”</strong>, visibile ogni volta che il bambino deglutisce.</p>
<p>Per adattarsi, il corpo mette in atto un <strong>compenso posturale</strong>: il <strong>rachide cervicale aumenta la sua curva fisiologica</strong> (lordosi), portando il collo in avanti. Questo permette alla trachea di spostarsi più facilmente verso l’alto e in avanti, anche in assenza di una corretta dinamica linguale.</p>
<h3><strong>Cosa accade quando deglutiamo?</strong></h3>
<p>Durante la deglutizione, la <strong>lingua raccoglie la saliva</strong> nella sua porzione centrale e la spinge verso il <strong>palato</strong>. Da lì, con un movimento coordinato e fluido – simile a un’onda – la lingua <strong>proietta il bolo salivare verso la faringe</strong>.<br />
In questa fase, più che una spinta meccanica, si genera un <strong>effetto di risucchio</strong> a livello faringeo, che favorisce il passaggio del contenuto verso l’esofago.</p>
<p>Questo meccanismo è essenziale non solo per la deglutizione in sé, ma anche per la <strong>salute delle vie aeree superiori</strong>.<br />
Nella porzione posteriore della faringe, infatti, si trovano gli sbocchi:</p>
<ul>
<li>dei <strong>seni paranasali</strong> (mascellari e frontali),</li>
<li>della <strong>tuba di Eustachio</strong>, che mette in comunicazione la faringe con l’orecchio medio.</li>
</ul>
<h3>Disfunzione</h3>
<p>Una <strong>deglutizione disfunzionale</strong>, quindi, può alterare le pressioni in queste aree e contribuire a disturbi come:</p>
<ul>
<li><strong>otiti ricorrenti</strong>,</li>
<li><strong>sinusiti persistenti</strong>,</li>
<li><strong>raffreddori cronici</strong> difficili da risolvere.</li>
</ul>
<p>La maggior parte dei bambini che soffre di otite ha una deglutizione disfunzionale.</p>
<p>Le tre funzioni fondamentali per l’essere umano — <strong>respirazione, deglutizione e masticazione</strong> — sono strettamente interconnesse e si influenzano reciprocamente.<br />
La <strong>respirazione ideale</strong> avviene <strong>attraverso il naso</strong>, con la <strong>lingua posizionata sul palato</strong>, i <strong>denti a contatto</strong> e la <strong>bocca chiusa</strong>.</p>
<p>Tuttavia, condizioni come:</p>
<ul>
<li><strong>ipertrofia adenoidea</strong>,</li>
<li><strong>deviazione del setto nasale</strong>,</li>
<li><strong>frenulo linguale corto</strong></li>
</ul>
<p>possono <strong>ostacolare la respirazione nasale</strong>, costringendo la persona a <strong>respirare con la bocca aperta</strong>.</p>
<p>In questa situazione:</p>
<ul>
<li>La <strong>mandibola si abbassa</strong> e trascina con sé la <strong>lingua in una posizione bassa</strong>.</li>
<li>La <strong>lingua</strong>, che normalmente oppone una forza al contenimento delle guance sul palato, <strong>non è più in grado di bilanciare le pressioni</strong>.</li>
<li>Nel tempo, ciò può determinare un <strong>palato più stretto e ogivale</strong>.</li>
</ul>
<p>Inoltre, la <strong>posizione bassa della lingua</strong> può favorire una <strong>maggiore eruzione degli incisivi inferiori</strong>, creando un <strong>precontatto anteriore </strong>(i denti toccano prima) quando si chiude la bocca.<br />
Per evitare questo contatto, i <strong>muscoli masticatori retrudono la mandibola</strong>, generando una <strong>compressione posteriore dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)</strong>.</p>
<p>Questa posizione forzata della mandibola porta a <strong>iperattivazione dei muscoli masticatori</strong> durante il giorno, e durante la notte a episodi di <strong>bruxismo</strong> (serramento e digrignamento), che con il tempo <strong>appiattisce i denti</strong>.</p>
<h3>Respirazione</h3>
<p>Ma il dato più rilevante è che, soprattutto nei bambini, una mandibola cronicamente retrusa <strong>ostacola la deglutizione e la respirazione</strong>, costringendo il corpo a <strong>proiettare in avanti il capo</strong> per compensare.<br />
Questa compensazione comporta <strong>sovraccarico della colonna cervicale</strong>, alterando la postura e favorendo l’insorgenza di sintomatologie muscolo-scheletriche, con ripercussione sulle spalle e la colonna dorsale e lombare.</p>
<h3>L&#8217;osteopatia</h3>
<p>L’intervento dell’osteopata può davvero fare la differenza.<br />
Nel cranio, in particolare nella parte chiamata <strong>splancnocranio</strong> (quella che comprende le ossa della faccia), si possono riscontrare <strong>tensioni profonde tra le ossa</strong>, spesso invisibili ma significative.</p>
<p>Attraverso tecniche osteopatiche delicate e specifiche, <strong>non strutturali ma craniali</strong>, è possibile <strong>ridare mobilità ed elasticità</strong> a ossa come:</p>
<ul>
<li><strong>frontale, zigomo, mascellare, palatino, mandibola</strong>,</li>
<li>ma anche a ossa centrali come <strong>temporale, sfenoide, etmoide e vomere</strong>.</li>
</ul>
<p>Liberare queste zone da restrizioni può avere <strong>effetti profondi sull’equilibrio globale del corpo</strong>, migliorando funzioni come la respirazione, la deglutizione e l’occlusione. In molti casi, questo tipo di trattamento aiuta il paziente a ritrovare un nuovo benessere.</p>
<p>D.O. Lorenzo Rubino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/deglutizione-e-postura/">Deglutizione e postura</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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		<title>FAQ Gambe gonfie</title>
		<link>https://www.eurfisioterapia.it/faq-gambe-gonfie/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=faq-gambe-gonfie</link>
					<comments>https://www.eurfisioterapia.it/faq-gambe-gonfie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 21:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gambe gonfie? No, grazie Tiziana Bini, Dott.ssa in Fisioterapia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/faq-gambe-gonfie/">FAQ Gambe gonfie</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Gambe gonfie? No, grazie</h1>
        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>Cosa sono le gambe gonfie?</h5>                <div>
					                    <p>
						Il disturbo delle gambe fonfie, pesanti, è una condizione legata alla sofferenza del sistema circolatorio linfatico e venoso. Si parla di gonfiore riferendosi infatti al ristagno di liquidi nelle gambe.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>Chi ne è soggetto?</h5>                <div>
					                    <p>
						Il disturbo delle gambe fonfie, pesanti, è una Colpisce soprattutto le donne, geneticamente  maggiormente predisposte alla fragilità capillare e all'insufficienza venosa.Sono particolarmente soggetti i lavoratori che svolgono attività sedentaria.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>L&#039;attività fisica fa bene?</h5>                <div>
					                    <p>
						Si, se non traumatica, eccessiva. Importante muoversi con regolarità. La camminata, anche per i semplici spostamenti quotidiani è la più indicata.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>Cosa mangiare e bere con le gambe gonfie?</h5>                <div>
					                    <p>
						Mangiare cibi sani, soprattutto frutta e verdura. Limitare il consumo di sale, zuccheri e farine raffinate. Evitare l'alcool. Sono tutte sostanze che aumentano la ritenzione di liquidi. Tenere sotto controllo le quantità di cibo: il sovrappeso è un fattore di rischio.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>Come vestirsi?</h5>                <div>
					                    <p>
						Evitare abiti stretti a meno che non siano a compressione graduata ossia con una compressione descrescente a partire dalle estremità per garantire il ritorno linfatico e contrastare l'aumento della pressione venosa interna. Per le scarpe, scegliere tacchi non troppo alti.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>Qualche consiglio fai da te?</h5>                <div>
					                    <p>
						Fare pediluvi freddi che detrminano una vasocostrizione. Riposare con le gambe sollevate: mettendo per esempio dei rialzi alle zampe in fondo al letto per avere una posizione declive ( ma attenzione se si soffre di reflusso esofageo). Cambiare spesso posizione quando si sta a lungo fermi.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		        <section class="sc_fs_faq sc_card ">
            <div>
				<h5>La fisioterapia può aiutare?</h5>                <div>
					                    <p>
						Tra le tecniche fisioterapiche utili per combattere il disturbo è sicuramente da considerare il <strong>linfodrenaggio manuale</strong> e la <strong>pressoterapia sequenziale ad aria.</strong> Il fisioterapista sapà inoltre consigliare qualche esercizio da svolgere con regolarità durante la giornata per alleggerire il carico circolatorio.                    </p>
                </div>
            </div>
        </section>
		
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					"text": "Il disturbo delle gambe fonfie, pesanti, è una Colpisce soprattutto le donne, geneticamente  maggiormente predisposte alla fragilità capillare e all'insufficienza venosa.Sono particolarmente soggetti i lavoratori che svolgono attività sedentaria."
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					"text": "Mangiare cibi sani, soprattutto frutta e verdura. Limitare il consumo di sale, zuccheri e farine raffinate. Evitare l'alcool. Sono tutte sostanze che aumentano la ritenzione di liquidi. Tenere sotto controllo le quantità di cibo: il sovrappeso è un fattore di rischio."
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					"text": "Fare pediluvi freddi che detrminano una vasocostrizione. Riposare con le gambe sollevate: mettendo per esempio dei rialzi alle zampe in fondo al letto per avere una posizione declive ( ma attenzione se si soffre di reflusso esofageo). Cambiare spesso posizione quando si sta a lungo fermi."
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<p><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/tiziana-bini/"><strong>Tiziana Bini</strong></a><em>, Dott.ssa in Fisioterapia</em></p>
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		<title>Difficoltà di allattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tizianabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 09:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Difficoltà di allattamento e Osteopatia Vediamo come l’Osteopatia può offrire un sostegno al benessere di mamma e bambino. L’allattamento al seno è spesso visto come un’esperienza naturale e spontanea, ma per molte mamme e neonati, può rivelarsi una sfida. Problemi di attaccamento, dolore per la madre o difficoltà di suzione per il neonato sono molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/difficolta-di-allattamento/">Difficoltà di allattamento</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="left"><b>Difficoltà di allattamento e Osteopatia</b></h3>
<p align="left">Vediamo come l’Osteopatia può offrire un sostegno al benessere di mamma e bambino.</p>
<p align="left">L’allattamento al seno è spesso visto come un’esperienza naturale e spontanea, ma per molte mamme e neonati, può rivelarsi una sfida. Problemi di attaccamento, dolore per la madre o difficoltà di suzione per il neonato sono molto più comuni di quanto si pensi. In queste situazioni, l’osteopatia neonatale può offrire un valido supporto per superare tali difficoltà e favorire un allattamento sereno e gratificante.</p>
<h3 align="left">Difficoltà</h3>
<p align="left">Quali sono le principali difficoltà di allattamento?</p>
<p align="left">Ci sono diverse problematiche che possono interferire con l’allattamento al seno:</p>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Dolore per la mamma</b>: molte madri soffrono di dolori intensi ai capezzoli o al seno, spesso dovuti a un attaccamento scorretto del neonato.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Suzione inefficace del bambino</b>: il neonato potrebbe avere difficoltà a mantenere una presa corretta, rendendo l’allattamento frustrante e poco efficace, con conseguenze sul suo peso e benessere generale.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Tensione muscolare nel neonato</b>: a volte i neonati sviluppano tensioni nella mandibola, nel collo o nel cranio (a causa del parto), che possono ostacolare la capacità di succhiare correttamente.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Coliche e reflusso</b>: disturbi digestivi possono rendere l’allattamento doloroso per il neonato, portandolo a nutrirsi meno o in modo irregolare.</p>
</li>
</ul>
<p align="left">Questi problemi possono causare stress sia alla madre che al neonato, compromettendo la relazione allattamento-nutrizione.</p>
<h3 align="left"><b>Il ruolo dell’osteopatia nelle difficoltà di allattamento</b></h3>
<p align="left">L’<strong><a href="https://www.eurfisioterapia.it/servizi/osteopatia-pediatrica/">osteopatia neonatale</a></strong> è una disciplina che mira a riequilibrare il corpo attraverso tecniche manuali dolci e specifiche. L’obiettivo è quello di individuare e alleviare le tensioni che possono interferire con la capacità del neonato di attaccarsi e nutrirsi correttamente.</p>
<h3 align="left"><b>Come può aiutare l’osteopata?</b></h3>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Correggere le tensioni muscolari e articolari</b>: dopo il parto, alcuni neonati possono sviluppare tensioni nel collo, nella mandibola o nel cranio, che limitano la loro capacità di aprire correttamente la bocca o di muovere la testa in modo fluido. L’osteopata lavora per sciogliere queste tensioni, permettendo al bambino di attaccarsi meglio al seno.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Favorire una migliore suzione</b>: un’attaccatura efficace dipende dalla corretta mobilità della lingua e della mandibola. Attraverso un trattamento delicato, l’osteopata può migliorare la funzionalità di queste strutture, facilitando una suzione più efficiente.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Ridurre coliche e reflusso</b>: le tecniche osteopatiche possono aiutare a ridurre tensioni a livello addominale, migliorando il comfort del bambino durante e dopo l’allattamento.</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p align="left"><b>Migliorare la postura del neonato</b>: un neonato che ha difficoltà a mantenere una posizione comoda durante l’allattamento può essere aiutato dall’osteopatia, che mira a riequilibrare l’intero corpo, facilitando una postura ottimale.</p>
</li>
</ul>
<h3 align="left"><b>Quando è utile rivolgersi all&#8217;osteopata?</b></h3>
<p align="left">L&#8217;osteopatia può essere utile sia nelle prime settimane di vita che in fasi successive. Se noti difficoltà di attaccamento, reflusso frequente, coliche o se l’allattamento è doloroso, potrebbe essere utile consultare un osteopata specializzato e un’ostetrica.</p>
<h3 align="left">Caso clinico</h3>
<p>Prendiamo ad esempio un caso già trattato disponibile a questo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/casiclinici/neonatologia-e-osteopatia-lallattamento/"><strong>link</strong></a>.</p>
<h3 align="left"><b>Conclusioni</b></h3>
<p align="left"><b>Un approccio integrato per un allattamento sereno</b></p>
<p align="left">L’osteopatia neonatale rappresenta un approccio sicuro e delicato per affrontare le difficoltà di allattamento, contribuendo al benessere sia della madre che del neonato. Se stai riscontrando problemi nell’allattamento o se il tuo bambino mostra segni di disagio, una valutazione osteopatica potrebbe essere il primo passo verso una soluzione.</p>
<p align="left"><a href="https://www.eurfisioterapia.it/staff/elena-arena/"><strong>Elena Arena</strong></a>, Osteopata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.eurfisioterapia.it/difficolta-di-allattamento/">Difficoltà di allattamento</a> proviene da <a href="https://www.eurfisioterapia.it">EurFisioterapia</a>.</p>
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